03scheerScheer riapre il dibattito sui valori canadesi

di Francesco Veronesi

TORONTO - La candidatura di Andrew Scheer alla guida dei tory riapre, ancora una volta, il dibattito sul test per gli immigrati e i valori canadesi.

Scheer riapre il dibattito sui valori canadesi

di Francesco Veronesi

TORONTO - La candidatura di Andrew Scheer alla guida dei tory riapre, ancora una volta, il dibattito sul test per gli immigrati e i valori canadesi. L’ex speaker della Camera - 37 anni, in parlamento dal 2004 per il distretto di Regina-Qu’Appelle - ha annunciato mercoledì la sua intenzione a correre per la leadership del Partito Conservatore e nel suo intervento di presentazione della sua piattaforma programmatica in vista della convention della prossima primavera, si è subito scagliato contro - senza mai nominarla - Kellie Leitch. Il tema, ancora una volta, è quello della proposta avanzata dalla deputata conservatrice circa la necessità di attivare un test per tutti gli immigrati che verifichi l’aderenza dei valori del candidato a quelli del Canada.

Un’idea, quella dell’mp tory, che era stata bocciata sonoramente da tutti gli altri candidati alla successione dell’ex primo ministro Stephen Harper. «Vorrei sperare - ha sottolineato Scheer - che tutte le conversazioni inerenti a questa o ad altre questione preservino l’immagine di un Partito Conservatore positivo, che accoglie, inclusivo, che accetta e celebra i contributi che i nuovi canadesi hanno fatto a questo Paese».

Una stoccata insomma alla Leitch, sulla falsariga di quelle già fatte nei giorni scorsi dai vari Maxime Bernier, Tony Clement, Michael Chong e Deepak Obhrai, senza dimenticare che la stessa leader ad interim del partito, Rona Ambrose, aveva pubblicamente preso le distanze dalla controversa proposta del test ideologico: «Questa - aveva detto durante una conferenza stampa - non è la posizione del partito».

«I conservatori - ha continuato Scheer - non vincono quando abbandonano i nostri principi. Non dobbiamo cambiare noi stessi, noi siamo il partito della prosperità, non dell’invidia. Siamo il partito della speranza per la classe media, e non quello per gli insider e le élite».

Ma su questo ultimo punto è arrivata la risposta da parte della campagna della Leitch. Nick Kouvalis, campaign manager della deputata - nonché uomo ombra dietro le vittorie elettorali di Rob Ford e John Tory - ha risposto per le rime al primo affondo di Scheer. “Fa semplicemente parte - ha scritto in un tweet - di un’elite che ha completamente perso il contatto con la realtà».

Eppure la discesa in campo dell’ex Speaker non è certo passata inosservata. Già una trentina di parlamentari conservatori hanno annunciato il loro endorsement per lui.

(Venerdì 30 settembre 2016)

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