Corriere Canadese

Politica

05gentiloniGentiloni a Montréal per parlare di riforme

di Leonardo N. Molinelli

TORONTO - Un incontro a Montréal per discutere di riforme istituzionali e del referendum confermativo che si terrà tra novembre e dicembre col ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. È quello che succederà sabato alla Parish Hall della chiesa di St. Catherine of Siena a Montrèal quando, dalle 3 pm alle 5 pm, il titolare della Farnesina incontrerà la comunità italocanadese per affrontare il tema sul quale il governo Renzi si gioca il tutto per tutto.

Un evento organizzato dal circolo Pd di Montréal, che sfrutta la presenza del ministro Gentiloni nella capitale del Québec per la sua partecipazione alla Global Fund Conference per la lotta contro Aids, malaria e tubercolosi che si terrà venerdì 16.

«L’incontro sarà organizzato in due tempi - spiega il segretario del circolo Pd di Montréal Giuseppe Continiello - Avremo anche un saluto del segretario Paese Mario Marra perché questa è una iniziativa che vede coinvolta tutta la famiglia democratica nelle sue varie articolazioni».

Ci saranno infatti anche i segretari dei quattro circoli del Pd in Canada: Rocco Di Trolio da Vancouver, Giuseppe Cafiso da Toronto e Antonio Giannetti da Ottawa, oltre allo stesso Conticiello che organizza l’evento.

«I circoli in Canada funzionano» spiega il segretario, aggiungendo che «dei 104 circoli Pd all’estero Montréal è quello col maggior numero di iscritti, ma anche gli altri sono molto attivi quotidianamente».

«È la prima volta - sottolinea Continiello - che si ritrovano tutti insieme i circoli del Canada e la segreteria Paese e che il partito democratico organizza un evento sostituendosi alla normale via che vede la diplomazia ricevere il ministro. Stavolta il ministro viene nella sua famiglia».

All’incontro in cui Gentiloni parlerà con la comunità di riforme istituzionali e referendum (per il quale all’estero si voterà in anticipo) parteciperanno anche il professor Bruno Ramirez, titolare della cattedre di Storia contemporanea e Storia del movimento operaio alla Università di Montréal («uno dei principali studiosi dell’emigrazione italiana in Nord America») che introdurrà il ministro, e Michel Maletto, professore di Sviluppo delle organizzazioni e comunicazione organizzativa che «guiderà le danze».

Saranno presenti anche l’ambasciatore italiano in Canada Gian Lorenzo Cornado e il neo console di Montréal Marco Riccardo Rusconi, ai quali potrebbe aggiungersi anche il console di Toronto Giuseppe Pastorelli. In più ci saranno anche i deputati provinciali e federali di origine italiana come Di Iorio, Lametti e De Santis.

Come detto Gentiloni sarà a Montréal per partecipare alla quinta conferenza del Global Fund che si occupa di combattere Aids, tuberculosi e malaria, che si terrà a Montréal venerdì.

Un appuntamento fortemente voluto dal primo ministro Justin Trudeau che porterà in Québec i leader della Sanità mondiale per dare un ulteriore impulso alla lotta per mettere fine entro il 2030 alle morti legate alle tre malattie più devastanti degli ultimi anni.

Il Global Fund ha salvato più di 17 milioni di vite, dando sostegno a oltre mille programmi in più di 100 Paesi dove il peso di queste malattie è particolarmente pesante.

L’obiettivo è quello di raccogliere 13 miliardi di dollari Usa nei prossimi tre anni. In questo modo, oltre a salvare milioni di vite e impedire che altre centinaia di milioni di persone vengano contagiate, il Global Fund punta a mettere le basi per un guadagno di oltre 290 miliardi di dollari nei prossimi anni.

Secondo i responsabili dell’organizzazione, infatti, forti investimenti nella Salute globale possono dare una spinta alla sicurezza e alla stabilità internazionale, creando inoltre maggiori opportunità, prosperità e benessere.

(Martedì 13 settembre 2016)

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02torytrumpLeitch come Trump, il brand tory in pericolo

di Francesco Veronesi

TORONTO - Il ciclone Kellie Leitch si è abbattuto sul Partito Conservatore. E la corsa alla leadership dei tory, partita in sordina per mille motivi - mancanza di candidature di peso, scarso interesse, sondaggi che fotografano un partito alle corde e in un grande difficoltà - si è improvvisamente ravvivata.

05trudeaug20Justin Trudeau avverte: no al nuovo protezionismo

di Francesco Veronesi

HANGZHOU - I partner del G20 devono fare tutto il possibile per combattere i sentimenti protezionistici che stanno riprendendo forza negli Stati Uniti e in Europa. È questo il monito lanciato ieri dal primo ministro Justin Trudeau da Hangzhou in occasione della chiusura dei lavori del primo vertice G20 in terra cinese. In ogni caso, secondo il leader liberale, il pericolo che una nuova ondata protezionistica possa emergere anche in Canada è molto limitato. «Dal mio punto di vista - ha dichiarato il primo ministro - ritengo che i canadesi in ogni fascia demografica siano sostanzialmente favorevoli a un’apertura in termini commerciali con il resto del mondo». Stop quindi alle ipotesi di nuove barriere doganali, dazi e balzelli che possano rallentare e appesantire le relazioni commerciali tra i principali partner mondiali.

Allo stesso tempo Trudeau non ha nascosto la propria soddisfazione per il consenso raggiunto sul fronte del clima, con il via libera degli Stati Uniti e della Cina - i due Paesi che più inquinano al mondo - alle linee guida emerse nel vertice di Parigi dello scorso anno.

«Lo slancio significativo generato dalla volontà di ratifica di Stati Uniti e Cina - ha ammesso Trudeau - è un incoraggiamento per tutti i Paesi attorno al tavolo del G20 e in tutto il mondo, ad andare avanti verso la ratifica il prima possibile».

In questo caso il discorso vale anche per il Canada. Gli accordi di Parigi, messi nero su bianco lo scorso dicembre nella capitale francese, prevedono una lunga serie di misure concrete per combattere il global warming e i cambiamenti climatici.

Ma il nostro Paese, pur dicendosi completamente d’accordo, non ha ancora portato a termine il processo di ratifica del trattato.

Su questo fronte il primo ministro ha avviato da mesi un dialogo con le singole province e per portare a termine tutti i passaggi istituzionali che porteranno alla firma ci potrebbe volere ancora del tempo.

(Martedì 6 settembre 2016)

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